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12 luglio, 2013

Amore e Morte






Incredibile come l'amore somigli specularmente alla morte.
Il giorno prima sei lì che

scoli la pasta, vai al mare, lavi la macchina, guardi le stelle, ti incazzi con un automobilista, vai in ferie, lavori otto ore al giorno, abbracci tua madre, scrivi una poesia, innaffi le piante, ti fai un bidet, prendi un caffè, fai finta di non vedere un vecchio amico, mangi una mela, ti pulisci il culo, guardi il tg delle 20, rimproveri tuo figlio, sogni ad occhi aperti, sogni ad occhi chiusi, dormi, ti deprimi, sei allegro senza una ragione, ricerchi la ragione, decidi che nulla ha un senso, vai avanti, vai avanti, vai avanti stancamente, ti guardi indietro, ti chiedi il perché, prendi un treno, perdi un autobus, lasci due euro ad un barbone, fumi una sigaretta, ti emozioni guardando un film, studi, favorisci patente e libretto, aspetti il tuo turno per una visita in ospedale, compri un pacchetto di sigarette da venti, mandi giù una pillola, ti giri a guardare il culo di una bella ragazza, ripensi a quando avevi vent'anni di meno, guardi il mare, vai in farmacia, piangi, ti fai una doccia, chiami tuo padre, porti su la spesa di una vicina che non sopporti, bevi un negroni, pisci seduto, starnutisci, ami, odi, osservi, lasci fare e

il giorno dopo sei lì immobile all'interno di una bara che quelle cose non potrai tornare a farle più.


(Fonte immagine: http://www.asmithillustration.com/shop/other/goldfish)


16 aprile, 2013

Palloncino


L'amore me lo immagino un po'come un palloncino.
Un palloncino di quelli gonfiati ad elio, che ti riporti a casa dopo una noiosa festa di compleanno.
Appena lo lasci fugge via, spinge contro il soffitto, vorrebbe scappare da quelle quattro mura, ma non può, è il massimo che può avere, lì, chiuso in una stanza.
Resta fermo per un po', tutto in tiro, colorato, brillante, riesce a sorreggere qualsiasi peso, persino il nastro rosso a cui è legato.
Niente lo turba.
Ci giochi gli dai una spinta lo agiti lo abbassi, ma lui ritorna sempre su.
Niente lo turba.
Il giorno dopo è qualche centimetro più in basso, ma sempre in aria, dove tu non sei mai stato e non sarai mai. A stento ci fai caso.
Il secondo giorno sempre più nastro tocca il pavimento freddo e appena lucidato.
Il terzo non lo vedi più, è dietro chissà quale mobile e comunque non hai tempo per dargli un'occhiata, hai altro a cui pensare e praticamente te ne dimentichi.
Nei giorni successivi la tua vita va avanti un po'come sempre, nulla a che vedere con un palloncino sospeso nell'aria.
Passano mesi, il palloncino è ormai ridotto in fin di vita, lo trovi sotto il letto, bruno, pieno di polvere, raggrinzito che ti schifi persino a toccarlo.
Mantiene ancora quel po'd'aria al suo interno, quel tanto che basta per farlo rientrare nella specie "Palloncino".
Nella tua casa non c'è più spazio per lui, è il momento di liberarsene.
Lo prendi, tagli da dove qualcuno l'aveva legato per chiuderlo e lo getti nell'indifferenziato.

La stanza è vuota.

03 dicembre, 2012

Miso- (più possibile recensione)


Siamo così tristi che non solo non ci stupiamo più delle piccole cose, ma non ci accorgiamo nemmeno di quelle enormi, magnifiche che si presentano davanti ai nostri occhi ogni giorno.

"Ehi guarda fuori, non è incredibile?! Il sole, la stella che presumibilmente si è formata 5 miliardi di anni fa da un'esplosione difficilmente immaginabile anche dal più fantasioso e pazzo essere umano, grazie al contributo di piccole gocce d'acqua sta formando uno splendido arcobaleno!"
"Sai cos'è davvero incredibile? Che in questa mensa servano pane secco."
"Già...".

Siamo così scelleratamente stupidi che ci crediamo infiniti, immortali,  importanti, come se niente e nessuno fosse venuto prima di noi, nè verrà dopo.
Nessuno ha i nostri problemi, le nostre preoccupazioni sono le più importanti, gli altri non possono capirci, perché noi sì, oh sì, siamo i più sensibili e i più intelligenti. Incredibile che non ci abbiamo affidato la prima serata di Rai 1.

Noi sì, crediamo di sapere tutto. Opiniamo su tutto, tanto che importa se non sappiamo nulla dell'argomento. Parlare è così facile. Troppo.

Siamo così idioti che non ci accorgiamo che siamo polvere e presto torneremo ad esserlo, quindi ehi, mettiti comodo e cerca di godertela il più possibile.

Non esiste una seconda chanche.
Per fortuna.

Siamo così ridicolamente illusi che crediamo nell'amore infinito, l'amore perfetto. L'amore, come lo conosciamo non esiste. L'amore, come qualsiasi altra emozione non è nient'altro che un canale del sodio o del potassio che si apre e chiude da qualche parte nel nostro putrido corpo.

"Sei l'unica ragazza che fa aprire i miei canali del potassio così intensamente, credo di amarti".

Questa sì che è una dichiarazione d'amore. Provate e fatemi sapere.




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Melancholia è un film decisamente niente male. Regista Lars von Trier, lo stesso delle dichiarazioni naziste in non so quale festival.
Ma se i film sono questi, fategli dire un po' quel cazzo che gli pare.
Un film in cui, a dire il vero, non succede molto, quindi astenersi fan di Bruce Willis. 
A dire il vero, però, succede qualcosa. Un pianeta, Melancholia appunto, minaccia di colpire la Terra se i terrestri non la finiranno di mandare in onda quello stramaledettissimo spot su "Nome di lui" "Nome di lei" al 45501.
Ovviamente i terrestri rifiuteranno, anzi manderanno allo stesso numero "Terra" "Melancholia". 

BANG!

Ma sto divagando. Nonostante la presenza di pianeti con orbite incontrollate, Bruce Willis non fa nemmeno un piccolo cameo, nessuna trivella e nessu lieto fine mieloso.

Kirsten Durst, la protagonista, statuetta d'oro di non so quale animale in non so quale città, è una depressa cronica con delle tette mostruose. La sorella, Charlotte Gainsbourg, cercherà di aiutarla per tutto il film, con scarsi risultati. Ma di lei poco ci interessa, è praticamente piatta.

Ma che poi, non potrebbero farli in altri materiali questi premi? Sono tutti d'oro.
Non so voi, ma un giorno o l'altro mi piacerebbe ricevere una statuetta di zafferano.

Parlavamo di tette. Il film è diviso in due parti. Nella prima, Kirsten indossa un vestito da sposa che le strizza le tette facendo aumentare la pressione di qualsiasi persona dotata di un apparato cardiocircolatorio.
Nella seconda la vediamo addirittura mezza nuda abbronzarsi alla luce di Melancholia.
Insomma, motivi decisamente sufficienti per spegnere il pc e correre a vederlo.

Ed ora passiamo ai voti.

Tette di Kirsten Dunst: 10

Alexander Skarsgård: 10 e lode. Per qualche secondo bacia le tette di Kirsten. Stima.

Scena iniziale: 10.

10: 10.

Dichiarazioni sul nazismo e pubblicità "Tuo nome" "Nome di tua madre che non ti ha abortito": per favore, pietà, 0.