07 settembre, 2012

Un passo dopo l'altro


Mi alzo dal tavolo, saluto tutti e me ne vado.
Prima di arrivare all'uscita saluto un altro tavolo stringo con poca forza mani che non conosco e filo via.
Sono fuori dalla birreria.
Nonostante sia una serata mite fuori c'è poca gente.
Cammino lontano.
Ho la mente vuota, ma non sono tranquillo, c'è qualcosa che non mi fa star bene, ma non so cosa.
Una coppia parla e ride alla mia destra.
Le mie scarpe con la suola di gomma fanno uno strano suono.
La cosa mi infastidisce non poco.
Un suono che per spiegare servirebbe un onomatopea da fumetti.
Ed io di fumetti non ne ho mai letti.
Passeggio a fianco di macchine parcheggiate, mi sembra di vederci gente dentro.
Non è così.
Mi avvicino a dei ragazzi che camminano nella mia stessa direzione.
Due di loro, una ragazza e un ragazzo, sono più dietro.
Colpa dei suoi tacchi modello Twin Towers, quando ancora non erano polvere. Dio quanto sono lenti.
Ma lei tenta di spiegare che "Le scarpe sono comode".
Vorrei dirle "Sì certo Ciccia come no".
Non lo faccio e vado avanti.
Supero anche gli altri, non vedevo l'ora di farlo.
Volto l'angolo. I lampioni inondano il vicolo di luce gialla.
In cima alla scalinata mezza città parla e beve davanti ad un locale.
Staranno lì per non so quante ore.
Ma io continuo a camminare, ora sono solo, ma sento un fischio alle mie spalle.
Penso subito che qualcuno mi stia prendendo in giro, forse sto camminando come un cretino.
Risento il fischio, sì ce l'hanno con me, stavolta ne sono certo.
O forse sono troppo egocentrico.
Arrivo in piazza, un ragazzo butta all'aria un urlo e fa una mossa alla Michael Jackson. Un attimo dopo un amico tira fuori il cellulare, da cui escono le note di Smooth Criminal. Siamo a posto.
Svolto a sinistra e schizzo verso il corso.
Nonostante sia sabato sera vedo poca gente.
Sulla mia sinistra sfilano vetrine di negozi che non ho mai frequentato.
In quella di una libreria c'è un libro di Steve Jobs che si accarezza il pizzetto vicino a un libro su Gesù e penso immediatamente che qualcosa in questo mondo non vada.
Altri passi, altra vetrina.
Boutique di scarpe che la gente compra per sembrare migliore, ma quando esci da lì con il tuo paio supercostoso sei lo stesso coglione di sempre.
Attraverso la strada, una macchina passa prima di me.
Sono a metà strada.
Continuo a camminare.
Ancora un bar pieno di gente, poi un altro più affollato.
Cosa ci sarà di così divertente nello stare tutta la sera buttati in un bar.
Non alzo lo sguardo quasi mai, quando lo faccio vedo una ragazza che cammina dritta davanti a me.
Mi sembra che stia scappando anche lei da qualcosa, me ne innamoro senza nemmeno averla vista in faccia.
Capelli biondi, passo svelto nonostante un discutibile pantalone a zampa d'elefante.
Penso che potremmo essere quasi simili se non uguali.
Magari anche lei corre e osserva, guarda fuori e chiude gli occhi.
Quello che vede non le piace, magari anche lei scriverà da qualche parte di quando stava camminando e incrociava gente.
Penso di essere pazzo.
A un tratto la ragazza gira a sinistra,  non la guardo nemmeno per un secondo.
Continuo a camminare avanti.
Non la ricordo già più.
Altro bar.
Distributore di sigarette.
Macchina parcheggiata che monta un alettone posteriore e scritte ovunque.
Disgusto.
Devo sbrigarmi.
Ma per cosa?

Sono arrivato in macchina.
Chiusura centralizzata.
Entro.
Metto in moto, niente.
Rigiro la chiave, stavolta parte.
Metto la prima, controllo la strada, esco dal parcheggio, la macchina si mette in moto e scorre sull'asfalto.
Io sono al suo interno.
Fermo.

7 commenti:

giovanni ha detto...

Un commento è una reazione a catena,
un'infezione virale.

Cerex ha detto...

Sono quasi sicuro che quando esci di lì con le tue scarpe costosissime non sei lo stesso coglione di sempre, lo sei un pochettino di più.
Sabato prossimo vieni a fare un giretto con me che è meglio.
Ciao Ciccio.

Josef K. ha detto...

Cerex, ahahah da cosa l'hai dedotto che le mie scarpe siano costosissime? Hai toppato. Sul fatto che sia decisamente più coglione là fuori posso confermare. Allora a sabato. Ciao caro.

Cerex ha detto...

No, non mi riferivo a te a riguardo delle scarpe, intendevo generalizzare ma l'ho scritta da cani.
Un giorno imparerò a scrivere, sarà il giorno che segue quello in cui avrò imparato a leggere.
Al prossimo post Ciccio. :-)

Bill Lee ha detto...

io è da 4 anni che sono fermo.

Sileno27 ha detto...

io invece non mi sono mai mosso

Josef K. ha detto...

Comunque Fermo era la città.

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